Quando Tucidide raccontò la pandemia

Nel primo quadrimestre ci è stato proposto un lavoro di analisi e confronto tra le pandemie della storia e il Covid-19. Il lavoro dell’UDA (Unitá di Apprendimento) dal titolo “Le epidemie nella storia dell’uomo” ha coinvolto più materie e l’analisi è stata fatta dal punto di vista storico, religioso, del diritto e della salute. Analizzare un argomento sotto tanti punti di vista è stato molto utile, perché mi ha insegnato a guardare le cose da più prospettive.Mi ha ricordato che non bisogna mai fermarsi all’apparenza, ma andare sempre a fondo di tutto. È stata una “sorpresa” vedere quanti aspetti simili ci sono tra il Covid-19 e le pandemie raccontate da Tucidide, Boccaccio e Manzoni.

È stato bello conoscere la storia delle Croci Stazionarie volute da San Carlo Borromeo durante la peste di Milano del 1576 e sapere che la fermata “Crocetta” della linea gialla della metro di Milano prende proprio il nome dalla Croce Stazionaria di San Calimero, che si trova lì vicino. Sono tante le croci stazionarie a Milano, eppure non ci avevo mai fatto caso! Questa è la grande differenza tra il guardare superficialmente e l’osservare, invece, la realtà con attenzione! È stato interessante analizzare l’aspetto giuridico per quanto riguarda  le regole da rispettare in questo periodo di Covid-19 e vedere come anche nel passato si parlava di distanziamento, di paura, di depressione e di dispositivi di sicurezza per tutelare la propria salute.

Mi è rimasta impressa la frase di Papa Francesco che dice: «Peggio di questa crisi, c’è solo il rischio di sprecarla». In quest’ultimo anno abbiamo imparato ad apprezzare le cose che prima davamo per scontate. Abbiamo assistito a tantissimi gesti di carità cristiana. Il lavoro dei medici è stato fondamentale, ma anche avere vicino qualcuno che ti conforta “il cuore e l’anima” è importante.La speranza è che tutto ciò non vada a finire nel “dimenticatoio” quando questa pandemia se ne sarà  andata definitivamente.

A  cura di Alice Rizzo, Id

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